Praticare YOGA con la nostra Scuola: il metodo di YOGA HEALING CORPO MENTE CUORE

MODELLO DI RIARMONIZZAZIONE INTEGRALE  SECONDO IL METODO CORPOMENTECUORE

MODELLO DI RIARMONIZZAZIONE INTEGRALE SECONDO IL METODO CORPOMENTECUORE

Il termine YOGA significa: “unione”, cioé senso di unione, di piena integrità e connessione dello spirito individuale con quello universale. Nonostante le accezioni che ne vengono date nel linguaggio corrente (es. “faccio yoga”), yoga designa uno stato dell’essere, uno stato d’animo, un modo di sentirsi, non una pratica, sebbene questo stato possa essere raggiunto per mezzo di una serie di pratiche, fisiche, emozionali, mentali e spirituali.

Per comprendere meglio cosa sia questo stato dell’essere occorre proiettarsi a circa 10000 anni fa, quando l’essere umano, davanti alla vastità dell’universo e alle sfide di una Natura incontaminata e incombente, deve trovare il modo di rispondere alle stesse sfide che ci troviamo a rispondere al giorno d’oggi: come sopravvivere e come  conoscere le leggi della Natura per poter garantirsi la sopravvivenza. Solo che al giorno d’oggi possiamo fare ricorso ad innumerevoli tecnologie mentre allora l’uomo aveva solo se stesso e le sue facoltà intellettive e il suo compito era quello di trovare delle pratiche che lo aiutassero  a  rafforzare il proprio corpo e a sviluppare al massimo le proprie potenzialità.

Se ci pensiamo bene la totalità delle discipline mediche tradizionali (medicina tradizionale cinese, indiana, ecc..) nascono dalla sola capacità di osservazione, cioé da una sensibilità portata talmente alle sue massime potenzialità da creare una mappa del funzionamento del corpo solo ascoltando se stessi. Per questo lo yoga viene identificato anche come una scienza, una scienza dello sviluppo interiore. Anche per quanto riguarda le pratiche non esiste un unico filone, ma vi sono tante pratiche quanti furono gli uomini che si dedicarono alla coltura di se stessi, sebbene noi attualmente riconduciamo allo yoga solo quelle pratiche che a partire dagli anni 60 del secolo scorso sono state diffuse in occidente.

Ma soprattutto é opportuno riflettere sulla natura delle pratiche: da dove arrivano? L’uomo non é nato con il libretto delle istruzioni e nonostante siamo fin troppo avvezzi a pensare che tutto quello che sappiamo lo abbiamo appreso da qualcuno che ci ha istruito, da Chi può avere preso questa conoscenza l’uomo primordiale? Anche dietro ai più sofisticati sistemi filosofici c’é stato un primo uomo che ne ha dato origine. E questo primo uomo da chi ha attinto le conoscenze? Forse da un “Serbatoio” di conoscenza” che sta al di là di noi? In fondo qual’é la natura dell’istinto? Chi insegna a un leone ad essere un leone? Il patrimonio genetico risponderebbe qualcuno…ma che cos’è il patrimonio genetico se non un codice di informazione? Quindi possiamo avanzare l’ipotesi plausibile che il “primo uomo” nella sua introspezione abbia trovato un collegamento con un patrimonio di informazione che stava nei recessi più reconditi del proprio essere in grado di aiutarlo a elaborare degli strumenti per sviluppare al massimo le proprie potenzialità. E che abbia utilizzato le stesse facoltà interiori per comprendere e interagire con gli altri sistemi viventi e quindi con tutto quanto lo circondava e faceva parte di quell’ecosistema globale che chiamiamo universo. In questo le pratiche yoga sono un sistema di crescita personale, poiché aiutano a sviluppare al massimo le proprie potenzialità e le proprie capacità di comprensione di se stessi e dell’ambiente che ci circonda . Ma non basta comprendere, ma anche interagire armoniosamente per ridurre quei conflitti che possono minacciare la nostra salute e sopravvivenza. Quindi le pratiche servono a potenziare i propri strumenti personali per agire efficacemente nel mondo, e quindi, vivere meglio.

Comprendete quindi quanto lo yoga sia ben più di una sana ginnastica per il corpo e la mente? Ma andiamo ancora oltre e cerchiamo di ritornare all’uomo primordiale e alla sua introspezione e al fatto di accorgersi che tutto quello che si verifica nel mondo materiale é la conseguenza di emozioni, di pensieri che vengono orientati verso un fine. Del resto pensate bene: dal mettere in cantiere un figlio al decidere cosa preparare per cena, tutto ciò che realizziamo nella vita quotidiana ha origine nella nostra mente sotto forma di un moto interiore (intuizione) che ci sollecita generando quella perturbazione che chiamiamo emozione, sulla base della quale noi elaboriamo strategie e azioni (cioé pensieri). Quindi entra in gioco la percezione di un mondo che sta al di là della materia ma che la influenza: il mondo dello Spirito. E quindi le pratiche oltre che a diventare un potente mezzo per la crescita personale diventano un mezzo per esplorare quella dimensione a monte. La meditazione è la chiave di accesso a questa esplorazione. Ma poi quando l’uomo sente che il contatto con lo spirito é ben più di una sollecitazione intellettuale e sente nel cuore che la propria casa é proprio in quel luogo “a monte” avviene l’unione reale, lo yoga, appunto, dove il focus di attenzione smette di essere l’uomo e il suo complesso mondo interiore e ci si focalizza sul sentirsi parte di una coscienza più ampia. Lo yoga come stato mistico si realizza quando questa comprensione diventa un moto del cuore.

Attraverso la modalità che vi propongo, le pratiche della nostra Scuola, noi ritroveremo tuttti questi aspetti dello yoga. Le pratiche saranno quindi un potente mezzo di trasformazione per trovare anzitutto benessere psico-fisico, per diventare una forma di realizzazione personale per poi trasformarsi, per chi lo desidera, in un modo di essere, di creare una sintonia profonda e ancestrale, una unione mistica appunto, con la coscienza universale.

In questo senso il metodo corpomentecuore é un metodo tradizionale poiché salva i principi primordiali con cui si sono sviluppate le pratiche. Il metodo, cioé la modalità con cui svolgo la mia formazione deve tenere conto della mentalità attuale, della cultura di riferimento.

Dott. Francesca Rossetti